La SEO è darwiniana: lo ha capito Enrico Altavilla e lo hanno capito i ragazzi dietro Serious Monkey, l’evento “più serio” sul Search Marketing in Italia tenutosi proprio in questi giorni a Milano. O ti aggiorni – o evolvi – o sei destinato a scomparire dal palcoscenico più importante, quello della pagina dei risultati di Google.

Alternando interventi di stampo teorico-strategico ad altri più tecnico-operativi l’edizione 2018 del Serious Monkey è stata un momento di confronto stimolante tra i più conosciuti esperti italiani del settore… in un’ambiente informale a tema piratesco!

Impossibile raccontare tutto: noi ci limitiamo a regalarvi tre pillole su alcuni argomenti trattati che hanno colto nel segno. Ahrrr.

 

1# Tutto è SEO

In un contesto multicanale, dove domina l’effetto “second screen” frutto di quello smartphone che abbiamo sempre in tasca, diventa importante non ragionare a compartimenti stagni e comprendere che quando parliamo di marketing digitale parliamo di un unicum.

Il percorso di conversione dell’utente è sempre più frammentato, Analytics ce lo insegna: tutto può iniziare da una ricerca organica, per poi proseguire giorni dopo con una navigazione direct, ristimolata da Facebook Ads e magari chiusa dalla landing AdWords.

Fondamentale dare peso allora al brand, come suggerisce Alessandra Maggio, costruire una relazione di fiducia con l’utente, accreditarsi come fonte capace di offrire davvero soluzioni. Posizionare una keyword con “biechi trucchetti” e poi avere un CTA nullo non ha più senso: la SEO è molto di più di guadagnare fette di traffico organico.

 

2# Analisi di keywords e competitors 3.0

Le tecniche suggerite da Giovanni Sacheli di Evemilano durante il suo intervento sembrano davvero valide e capaci di offrire una panoramica ben più ampia rispetto ad altri metodi “old-style”.

Si ragiona sui grandi numeri, decine di migliaia di keywords ricercate attraverso l’uso integrato di vari tool ed elaborate attraverso un sapiente uso di tabelle pivot: il documento prodotto più che un’analisi di keyword e competitor su Google è un’analisi di mercato.

Un gran lavoro “da smazzare” preventivamente ma che ci garantisce di inquadrare con precisione un segmento di mercato, i suoi player principali e i potenziali alleati da sfruttare (qualcuno ha detto link building?). Il risultato ci offre una guida fondamentale per orientare le nostre strategie SEO e, perché no, offrire spunti a livello di business per il nostro cliente.

 

3# SEO per e-commerce: le listing pages

Nell’intervento di Sergio De Cristofaro Sivilia ho trovato conferma di alcune intuizioni avute mentre curavo la SEO di Facile Ristrutturare. Ne emerge l’importanza, troppo spesso trascurata, delle “pagine di listing”: ovvero le pagine destinate ad aggregare i prodotti di un e-commerce, gli articoli di un blog o altri elementi suddivisi per categoria o filtro.

Queste pagine rispondono ad uno specifico intento di ricerca da parte dell’utente: si tratta delle c.d. “query di investigazione commerciale”, un segmento intermedio tra le più generiche query informative e quelle transazionali, strettamente collegate all’acquisto di un prodotto ben definito. L’analisi delle SERP sono chiare: Google premia questo tipo di pagine che, se strutturate con le dovute accortezze, sono in grado di regalare grandi soddisfazioni sia su progetti e-commerce che editoriali.

Al prossimo arrembaggio!

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