Anche se secondo il calendario ci troviamo in primavera, i continui sbalzi di temperatura e gli improvvisi acquazzoni ci rendono assai tristi. Ecco perché, nonostante la ricerca di ironia e umorismo, la rubrica di oggi ha preso delle leggere sfumature tristi, da pieno dicembre di gelo e neve.

BUON 15ESIMO COMPLEANNO, LINKEDIN

Lo scorso 4 maggio il social network più amato dagli head hunter e dai recruiter ha compiuto 15 anni, e per celebrare questo incredibile traguardo ha lanciato la campagna #whenIwas15. Con questa campagna, Linkedin ha voluto incoraggiare i suoi utenti a condividere i sogni lavorativi quando avevano 15 anni (immagino un esercito di brillanti astronauti e calciatori trasformati in stagisti precari).
La domanda, però, ora sorge più che spontanea: sono già passati 15 anni?
E tu, che lavoro sognavi di fare a 15 anni? Io, sinceramente, il viaggiatore.

CHI LA FA L’ASPETTI CARO MARK

Ecco che da Palo Alto finalmente si sono resi conto che Facebook, ed in generale il mondo dei social media, nuoce gravemente alla salute dei più giovani. Ansia, stress, depressione: sono solo alcuni dei più comuni sintomi che i millennials si portano dietro durante la vita quotidiana, quando non sono “connessi” con il mondo non-reale.
Ed ecco che Facebook lancia, per tutelarsi, un portale di aiuto/ascolto per i più giovani: Facebook Youth.
Un po’ come lo Stato, che commercializza sigarette, ma sul pacchetto mette in evidenza il numero verde da contattare per smettere di fumare.

FUNERALE 2.0: COSA SUCCEDE AI TUOI ACCOUNT SOCIAL DOPO LA MORTE?

Un argomento complesso e abbastanza discusso negli ultimi anni è la gestione dei profili social di chi non c’è più. Se il mondo dei social è diventato ormai parte integrante della nostra vita, una sorta di album dei ricordi, un biglietto da visita digitale, allora bisogna chiedersi: cosa è giusto fare in caso di morte? Chi deve preoccuparsi della gestione di questi profili? Come si può gestire in anticipo una situazione simile senza che a pensarci siano i nostri cari in futuro? Ce lo prova a spiegare Huffington post. Mi raccomando, pensate anche al futuro!

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