Amor tussisque non celatur. E se l’amore e la tosse non si possono nascondere, è anche vero che esistono miliardi di forme di amore che si estrinsecano in tutti gli ambiti possibili e immaginabili, compreso quello professionale.

Potrebbe scatenare un involontario sorriso, o quantomeno un’espressione perplessa, l’associazione di una celebre massima ovidiana al Serious Monkey, l’evento dedicato alla SEO organizzato da Enrico Altavilla a Milano il 9-10 maggio 2019.

Eppure, come spesso accade, due pianeti molto lontani possono sfiorarsi per improbabili, ma solo apparentemente, suggestioni comuni.

L’arte della SEO, infatti, potrebbe essere associata all’antichità in vari modi. Il primo, e forse qualche collega potrebbe essere d’accordo, è l’attitudine alla strategia. Se i secoli passati ci hanno insegnato qualcosa è proprio la passione inesauribile degli uomini per la conquista. L’oggetto del desiderio non conta. Può essere una persona, una terra… o magari un posto d’onore sul podio della SERP.

Questa premessa un po’ audace altro non è che un espediente per provare a raccontare l’intento di Serious Monkey: unire gli strateghi dell’ottimizzazione online con l’intento di condividere piani d’azione e mosse segrete.

Un po’ come la falange oplitica abbiamo assalito in massa, guidati dai generali SEO di tutta Italia, quel nemico comune che è l’ignoto. Famelici di conversioni ci siamo addentrati nei meandri delle Google API, abbiamo domato la scansione delle url parametriche, scoperto nuove tendenze e strumenti di IA a fini SEO, ci siamo addentrati nelle strettoie dell’indicizzazione armandoci di AMP, spogliandoci del content superfluo, migrando senza paura (a 301 gradi!) ma con tanta cautela, ma soprattutto ci siamo confrontati con le nostre più profonde paure (note anche come “pippe mentali SEO”), quelle che ci pietrificano di fronte al nuovo, ma che ci danno anche lo slancio per andare avanti nella nostra quête.

E come i migliori generali, i nostri hanno portato avanti l’assedio alla Grande G unendo alla conoscenza tecnica la passione più pura: del resto, una vera strategia non è mai frutto di mere nozioni. Nella due giorni di Serious Monkey la SEO non è stata solo fredda Search Engine Optimization, ma si è declinata tra l’umanistico e l’informatico, rappresentando perfettamente la natura di chi la pratica. Un po’ di cervello, un po’ di cuore, in una società dove l’automazione è la nuova keyword che ci alletta e ci spaventa allo stesso tempo. Oppure, semplicemente l’ultima pippa mentale che ci tiene impegnati mentre marciamo verso la conquista di lande sconosciute.

Per farla breve, cosa ci portiamo a casa da questo Serious Monkey 2019?

  • Google Indexing API: se pensate che sia riservata solo ad alcune tipologie di contenuto (come vogliono le guidelines) state sbagliando di grosso. Test pratici dimostrano che possono essere estremamente utili per pingare rapidamente moli interessanti di url.
  • Machine Learning: esistono strumenti estremamente interessanti che fanno forza sugli algoritmi della machine learning per la classificazione e la riorganizzazione dei contenuti su portali editoriali di grandi dimensioni in cui è facile perdere il controllo
  • Accelerated Mobile Pages: sempre meno limiti e sempre più possibilità per le pagine “col fulmine”. Per molti il futuro della SEO è proprio lì!
  • Grosse novità in pentola per la scansione di siti sviluppati in React e Angular (o comunque a base di JS). Google aggiorna Chrome alle più recenti versioni per quanto riguarda la scansione e promette di eseguire il codice javascript. Ma è tutto oro quello che luccica? In realtà le limitazioni per i siti sviluppati dinamicamente rimangono e la soluzione ideale richiesta dai motori di ricerca (isomorphic JavaScript) continua a necessitare un’implementazione piuttosto onerosa per la maggior parte dei siti.
  • To Content or not to Content!? That is the question. Quante volte abbiamo detto “meglio tante pagine che poche?”. La realtà è che spesso è meglio dare un taglio ai contenuti dei portali ciclopici (e risparmiare crawl budget) in virtù di una mole di url minore ma di qualità elevata.

E se questo può sembrarvi poco… sappiate che è così! Impossibile riportare tutti gli stimoli catturati nel corso della due giorni milanese. Anche quest’anno l’evento organizzato da Enrico si è dimostrato all’altezza delle aspettative, confermandosi come “l’Evento” di riferimento quando si vuole parlare davvero di SEO in Italia. Lungi dalla “fuffa” che spesso popola i summit di settore, le Scimmie, come sempre, vanno dritte al sodo.