Avete finito le parole crociate e state pigramente navigando sul vostro smartphone sotto l’ombrellone? Perché non approfittarne per aggiornarsi sulle ultime novità sulla Search Engine Optimization?

Ci pensa “Ci fai o ci SEO”!

1# Voice Search: l’avvento delle Query di Ricerca Conversazionali

“Qual è il modo più veloce e indolore per depilarmi il petto?” è la domanda che il villoso e palestrato uomo medio italiano si pone con l’arrivo dell’estate. E da qualche tempo a questa parte è la domanda che rivolge direttamente ai motori di ricerca con la sua voce grazie ad un utilizzo sempre maggiore degli Assistant disponibili sui device mobili.

Qualche numero dai Google Data, USA, che pongono a confronto i periodi di luglio-dicembre 2015 e 2017:

  • +65% di ricerche mobile per query che iniziano con “ho bisogno…”
  • +65% di ricerche mobile per query che contengono la parola “devo”
  • +85% di ricerche mobile che iniziano per “posso…”

Materiale per SEO ne abbiamo?

2# Google aggiorna la Bibbia

Dopo oltre un anno Google interviene sulle Search Quality Rater Guidelines, le linee guida per il lavoro dei quality rater. Ricordiamo ai gentili ascoltatori che il giudizio dei quality rater non impatta direttamente sul posizionamento di un sito, ma le linee guida sono un ottimo strumento che chi fa SEO tutti i giorni dovrebbe tenere d’occhio per capire dove andrà a parare l’algoritmo della grande G.

Ecco i punti salienti:

  • il capitolo “Website Reputation” cambia in “Reputation of Website or Creator of the Main Content“. Nuova importanza riveste quindi la reputazione dell’autore dei testi di un sito, di una landing o dei blog-post: i quality rater stessi sono chiamati a “investigare” sulla penna dietro i contenuti di un sito web.
  • Arriva la “Beneficial Purpose“: i quality rater dovranno giudicare se effettivamente il contenuto “crea valore” e dà al potenziale lettore le informazioni cercate. Qualcuno ha detto “Content is the King”?
  • Nuova enfasi è stata posta sullo “stroncare” i siti che approfittano di titoli palesemente click-bait ma che di fatto ospitano contenuti poveri

3# Google Maps: filtri e recensioni

Che Google utilizzi le recensioni di portali autorevoli come Booking o TripAdvisor per integrare i suoi risultati di ricerca relativi al settore alberghiero e ristorazione non è esattamente una novità. Più recente è invece la possibilità di accedere ad un pannello ad hoc, cliccando su “visualizza tutte le recensioni” in cui si può navigare e filtrare le recensioni per tipologia, pertinenza, data e valutazione (migliori e peggiori).

Occhio a fare i cattivelli, allora, e web reputation ancora più indispensabile!

 

 

 

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