L’avvento del web e in particolare dei social network ha modificato drasticamente il settore delle relazioni con i media e aumentato il numero di soggetti con i quali l’ufficio stampa di un’azienda deve dialogare. Strutturare un piano di comunicazione strategica efficace non è solamente utile per promuovere il lancio di nuovi prodotti o servizi, ma anche per diffondere, ad esempio, i risultati in termini di fatturato conseguiti da un’azienda e raggiungere i giusti stakeholders.

Le Digital PR rappresentano l’evoluzione digitale delle pubbliche relazioni tradizionali, che giocavano un ruolo di primo ordine prima della diffusione di internet, dei social media e dei blog. Ad ogni modo, l’obiettivo dell’ufficio stampa resta sempre lo stesso: sviluppare relazioni stabili e utili per salvaguardare e, possibilmente, accrescere la reputazione percepita di un’azienda.

 

Come sono cambiate le media relations nell’Era del Digitale?

Il flusso della comunicazione ha assunto forme ben diverse rispetto al passato. Se prima, infatti, i player delle PR afferivano a tre piattaforme ben specifiche (TV, radio e carta stampata), oggi diventa necessario coinvolgere nuovi attori come, ad esempio:

  • direttori di blog online, anche di piccole dimensioni se verticali nel settore di appartenenza
  • gestori di forum di settore
  • amministratori di community social organizzate in Pagine o Gruppi
  • piccole/grandi celebrità in voga sui social media: gli influencer.

Dunque, si parla di comunicazione a 360°: una nuova frontiera che si esplica su un numero elevatissimo di canali e in tante direzioni.

 

Quali caratteristiche deve possedere una strategia di Digital PR efficace?

Le pubbliche relazioni digitali non possono non contemplare alcune attività fondamentali al fine di predisporre una comunicazione efficace:

  1. La prima fase riguarda l’analisi e l’individuazione di un target di riferimento ben definito
  2. In secondo luogo è importante selezionare con cura i canali sui quali si vorrebbe apparire
  3. In terzo luogo è necessario definire un piano di comunicazione che contenga una lista (con relativa mappatura cronologica) dei contenuti da realizzare, scegliendone con cura la forma più efficace per ogni canale: intervista, contenuto multimediale, articolo redazionale, comunicato stampa, video, case study…
  4. In conclusione, prima di passare alla fase operativa, è opportuno individuare come KPI dei parametri oggettivi che aiutino a determinare il successo dell’attività di Digital PR

 

Che differenza c’è tra Public Relations e un’attività di Digital PR a pagamento?

Partiamo da un presupposto di fondo: entrambe le attività rappresentano un investimento utile per accrescere la notorietà del brand di un’impresa.

La differenza sostanziale risiede nel fatto che i contenuti a pagamento (anche detti pubbliredazionali), pur essendo un asset importante, sono spesso percepiti dall’utente finale come un’autocelebrazione sponsorizzata, di fatto: una pubblicità. Le public relations spostano il focus su persone fisiche credibili (siano essi giornalisti o influencer) che mettono al servizio dell’azienda la loro autorevolezza per raccontare ciò di cui questa si occupa in modo personale, onesto e obiettivo. E cosa ancor più importante: con il proprio linguaggio, quello che la loro utenza è abituata a conoscere. Questo si traduce in un messaggio meno artificiale e, come tale, percepito come spontaneo dall’utente finale.

Ogni azienda che desidera migliorare nel lungo termine la propria visibilità sul Web, non può fare a meno delle media relations. Per riuscire ad ottenere il “trust” dei giornalisti non basta inviare un comunicato stampa potenzialmente appetibile nella speranza che qualcuno gli dia seguito. È fondamentale infatti “coltivare” il proprio archivio di contatti ed essere sicuri di scegliere volta per volta il giusto interlocutore, il riferimento corretto. Chi si occupa di pubbliche relazioni digitali sa quanto sia delicato l’equilibrio di rapporti con i giornalisti, fatto di cortesia e follow-up non aggressivi.

Nonostante la rivoluzione digitale qui in Ploomia crediamo fortemente che si tratta di un lavoro “analogico”, da fare a mano come una volta, aggiungendo le nostre competenze negli strumenti del web marketing all’esperienza della comunicazione “old-school”.