Qualsiasi proprietario di un sito internet (o chi ne fa le veci come stratega digitale) prima o poi si troverà di fronte alla “questione Bounce Rate.”

“Un rimbalzo è una sessione di una sola pagina sul tuo sito.” (Analytics)

Qualche profano, aprendo l’interfaccia di Analytics, potrebbe gioire di fronte al’80% di frequenza di rimbalzo, ignaro del significato dei dati che sta leggendo.

“Un bounce (in inglese rimbalzo) avviene quando l’utente abbandona il sito dopo aver preso visione di una sola pagina web entro pochi secondi.” (Wikipedia)

Naturalmente, se il bounce rate è alto in un sito ideato e strutturato per convertire questo non è certamente un problema: l’utente entra, seleziona il prodotto, paga e se ne va.

Per i siti di informazione, invece, il bounce rate è un dato molto importante perché rileva quanto i contenuti sul nostro sito siano davvero interessanti per chi li legge.

 

Magari il sito ha un buon traffico, è posizionato bene sulla SERP, ci consente di fatturare: quindi è un buon sito! Calma. Il passo successivo è quello di fidelizzare chi approda sui nostri lidi web, quindi di farlo tornare. Per fare questo, il nostro scopo primario è quello di far restare l’utente il più possibile, creando una relazione duratura. Che non si tratti quindi solo un’avventura di una notte! (Dovuta magari a una buona sponsorizzata su Facebook o agli snippet su Google News). Come? Fornendo qualcosa di interessante per farlo rimbalzare dentro al sito e non fuori.

 

Tu chiamalo se vuoi… ipertesto

 

Sappiamo bene che l’ipertesto di un articolo, per essere funzionale, dovrebbe quanto meno proporre link a fonti esterne autorevoli, ma soprattutto dovrebbe creare un percorso all’interno del nostro sito/blog/testata linkando gli articoli correlati.

Ma gli articoli correlati non si mettono automaticamente alla fine dell’articolo? Potreste obiettare. Sì, certamente, ma non solo.

Facciamo un esempio pratico: scrivo un articolo sull’ultimo film con Brad Pitt. Alla fine dell’articolo i correlati saranno altri film appena usciti nella categoria “cinema”. Cosa inserire quindi all’interno del testo?

Buona prassi vorrebbe che usassi come anchor text le parole che hanno un riscontro nel mio sito. Ad esempio, se il regista è Tarantino e ho altri articoli dedicati ai suoi film, potrei menzionarli e linkarli nella parola chiave per corroborare la linkbuilding interna al sito. Nel tempo però ho capito che questo aiuta molto la SEO (specialmente se come àncora uso una bella keyword, tipo “film Tarantino”), ma pochissimo il bounce rate, perché a lettore non va proprio di cliccare quel link nella parola mentre sta leggendo.

 

Il lettore, fondamentalmente, è pigro. Ma, soprattutto, spesso non vede i link.

 

Questo a volte capita perché il CMS o il template prescelti non danno risalto alla formattazione dei link, ma anche perché non tutti gli editor hanno la sensibilità di ricontrollare che i link siano ben visibili nella pagina web di un articolo (colorandoli o sottolineandoli), sottovalutando l’importanza di questa prassi.

WordPress da questo punto di vista ha inserito una funzionalità fantastica, di cui non tutti sono consapevoli.

Copia e incollando il link di un precedente articolo all’interno di quello che stiamo per pubblicare si genererà automaticamente un meraviglioso box di anteprima con titolo, immagine ed excerpt:

inserire articoli correlati di questo genere tra un paragrafo e l’altro degli articoli dimezzerà il vostro bounce rate in poco tempo.

Questa funzionalità era disponibile anche prima che arrivasse il nuovo editor Gutenberg, ma se sull’editor che utilizzate non appare, potete tranquillamente far inserire uno shortcode dal vostro sviluppatore di fiducia, tipo [Link=”url”],che richiami l’articolo come volete.

Ecco l’esempio pratico:

Content, moriremo programmatori (grazie a Gutenberg su WordPress)

 

Sul web troverete indicazioni utili per diminuire il bounce rate, come aumentare la velocità del sito, predisporre un layout userfriendly, ma soprattutto rendere i contenuti davvero utili e informativi.

Tutto corretto, ma ricordate che è importante creare un percorso come quello di Pollicino, che lasci all’utente la possibilità di seguire le briciole dell’ipertesto e quindi di nutrirsi con le informazioni che avete predisposto per lui.

…Inutile dirvi che questo aumenterà anche i minuti di permanenza sul vostro sito.

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